chi sono
Utente: popcorn54
Nome: Vittorio
Non tentate di capirmi.... Tempo perso. Usatelo meglio perchè "Tempo fuggit......"
commenti recenti
archivio
categorie
links
partecipano

foto recenti
bottoni
  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • Powered by Splinder
counter
visitato *loading* volte
martedì, 08 luglio 2008

L'ho fatto per circa 40 anni.
Avanti e indietro da Romano di Lombardia, prima,
e da Treviglio poi. A Milano. La città del pane.
"A Milan ghè ol pan". Così dicevano i nostri vecchi. I
Saggi.
Era il 1990 quando, nel rollio di un treno, mi sono
venuti questi pensieri. Mi accorgevo che guardando
le cose con diversità, riuscivo a cogliere le emozioni.
Non la banalità della vista. Poi l'urgenza di un pezzo di
carta e di una penna per non dimenticare.
Non avevo
ancora dimestichezza con la memoria
(non è che adesso
sia migliorata).
Era ed è un limite. Tenere a memoria
le cose che passano. Perchè una volta passate se non
riesci a fermarle le perdi per sempre. Ho le tasche piene
di scontrini di bar, di note della spesa, di fogli spiegazzati.
Su ogni pezzetto di carta ci sono incise, possibilmente e
compatibilmente con il momento e con una stilografica,
parole e frasi che s'illuminavano nelle mente. Erano lampi.
Saette. Riuscire ad afferrarle era difficile. Ma a quanto
pare ci sono riuscito. A tutti i viaggiatori del tempo,
a tutti coloro che guardano fuori da qualsiasi finestrino,
che possano vedere diversamente da ciò che realmente
si vede. Sopratutto con occhi diversi. E' così che si sogna.
Da parte mia a tutti voi.

Vit



IL PENDOLARE

Gli occhi spenti cercano un’idea nel mondo nebbioso dei sogni,
ma la nebbia é una tarantella che continua macinando chilometri.
Il vicino sputa notizie sportive nell'eco di cronache consumate
di una domenica sciolta come neve al sole.
L'amico preso com'è dal due di coppe,
con il mozzicone di sigaretta che puzza,
mastica sul tavolino ventiquattrore
bestemmie che s'appiccicano alle pareti
graffitate di messaggi e di 02\.................
Mentre le dita, gialle, sfregano l'ispida barba,
risultato di sfuggenti attimi di specchio,
i suoi occhi cercano di fermare quel viavai
di fugaci immagini dal finestrino.
Ieri sera Puffo, dolce amico occhi verdi e pelo bianco,
miagolava il perché del mio sguardo spento,
mentre la scatola virava su immagini,
coloro su colori, suoni su suoni.
Cos'hai da vivere senza Amore?
L'anima t'interroga e chiede perché
mentre i tuoi occhi, socchiusi, cercano
qualcosa d'amico: "Biglietti, per favore".
Apri il cuore e sfuggevole continua il sogno:
un albero, un fiore, un volto, le labbra,
un sorriso e dimentica il giornale sportivo,
il mozzicone, la ventiquattrore e l'amico
che bestemmia ancora sul due di coppe.
Va il treno sui binari della vita ma, c’è sempre
una deviazione e in questa speranza ti chiederai
perché non potrai avere ancora una chance.

postato da: popcorn54 alle ore 23:02 | Link | commenti
categoria:musica, poesia, viaggio, baglioni